Abusivismo in fisioterapia

Abusivismo in fisioterapia

Abusivismo in Fisioterapia: la posizione di AIFI Liguria

La complessa questione dell’abusivismo in fisioterapia sta ormai assumendo dimensioni atipiche in continua espansione. Sempre più spesso operano sul mercato soggetti non regolarmente riconosciuti e abilitati per legge, così come previsto dal D.M. 741 del 1994, a svolgere attività fisioterapica di rieducazione motoria, rieducazione funzionale e rieducazione posturale, nonché di terapia manuale e massoterapia, di  esclusiva  competenza dei Fisioterapisti in possesso della Laurea in Fisioterapia o titoli pregressi riconosciuti equipollenti per legge.

In Italia l’abusivismo in fisioterapia e riabilitazione, negli ultimi anni, ha subito una preoccupante espansione. Le spiegazioni relative a questo fenomeno sono molteplici: false credenze sul facile “business” derivante da questa professione, scarsità  (spesso assenza) di controlli e sanzioni per i non-professionisti, carenza normativa (quasi totale assenza di pene per chi svolge abusivamente la nostra professione) nonché  scarsa informazione degli utenti (sottovalutazione dei danni derivanti da trattamenti manuali svolti da abusivi).

Abusivismo in Fisioterapia: i numeri

I dati presentati durante l’Expo Sanità di Bologna nel 2010, mostrano una situazione estremamente allarmante: i fisioterapisti abusivi in Italia sono oltre 100 mila, il doppio di quelli veri (50 mila circa). Questo dato rappresenta un vero dramma non solo per chi svolge con competenza, dedizione e professionalità il proprio lavoro, ma anche per i pazienti, che si trovano – spesso in buona fede – nelle mani di falsi professionisti, totalmente incapaci di risolvere problematiche della sfera fisioterapica, i cui trattamenti spesso possono addirittura peggiorare le già  precarie condizioni di salute delle persone che si rivolgono ad un terapeuta, in realtà abusivo.

L’Associazione

AIFI Liguriada anni si occupa di abusivismo in fisioterapia, portando avanti sia campagne di sensibilizzazione ed informazione della Cittadinanza che una vera e propria attività di denuncia alle autorità di quei soggetti che compiono un abuso della nostra professione, attuando tecniche manuali, impropriamente eseguite, a totale rischio e pericolo del paziente. Un vero fisioterapista tutela i propri assistiti, garantendo un approccio sicuro ed efficace, rispettando un corretto iter di valutazione, trattamento e verifica dei risultati (conoscenza esclusiva di chi è stato adeguatamente formato per svolgere la nostra professione), senza il quale possono conseguire seri danni per il paziente.

Il livello professionale, teorico-pratico ed intellettuale, di chi ha ottenuto il titolo di Fisioterapista attraverso le scuole regionali (fino alla meta’ degli anni ’90) e oggi attraverso la Laurea in Fisioterapia, rilasciata esclusivamente dagli atenei (università degli studi pubbliche e private riconosciute) è tale da garantire la sicurezza dell’operato di ciascun fisioterapista, tenuto a lavorare in cosiddetta “scienza e coscienza“.

Molto spesso i nostri pazienti, prima di affidarsi alle cure di un “vero” fisioterapista, si riferiscono a svariate figure “professionali” che non esistono nel nostro attuale ordinamento e di cui quindi può fregiarsi chiunque, fino a soggetti che dicono di essere fisioterapisti, pur senza aver conseguito il titolo all’esercizio professionale o terapisti non convenzionali. Tutti con percorsi formativi alle spalle che vanno da un paio di giorni fino a un paio d’anni al massimo, con formazione part-time di tipo fine settimanale.

Come difendersi?

Le principali regole vanno da quelle del “buon senso” ovvero: dubitare sempre di chi si propone come “guaritore onnipotente”, di chi svolge la propria attività  in spazi non adeguati e/o dubbi (abitazioni, retrobottega, negozi, ecc.), di chi non richiede o non vuole prendere visione di referti medici ed esami strumentali (raggi, risonanze, ecografie, TAC, ecc.) e di chi non pone mai dubbi ne’ limiti tecnici al proprio operato nonché in ultimo di chi non rilascia regolare fattura fiscale sanitaria, esente IVA per legge anche in assenza di prescrizione medica.

Per il resto bisogna riferirsi esclusivamente a professionisti riconosciuti, i quali debbono necessariamente essere in possesso del titolo di studio (che dovrebbe essere sempre esposto nel proprio ambulatorio), preferibilmente registrati presso la propria A.S.L. territoriale (anche se, ad oggi, e’ facoltà  di ogni singolo professionista farlo o meno), in regola con le normative vigenti e con il fisco (in caso di regime libero professionale: registrazione della partita i.v.a.) non per ultimo in regola con l’accreditamento E.C.M. (Educazione Continua in Medicina, ndr) sistema di aggiornamento professionale obbligatorio per legge.

Come segnalare un falso fisioterapista?

denuncia_abusivismo_fisioterapia

La nostra Associazione da anni mette a disposizione un modulo per la segnalazione di presunti abusi professionali fisioterapici. Il modulo, scaricabile al seguente link, deve essere compilato in tutte le sue parti e firmato.

Il modulo può essere spedito alla Sede Regionale AIFI Liguria – Via G. Torti, 38b/1 – 16143 Genova.

Inoltre, dal febbraio 2017, è stato attivato lo specifico indirizzo mail abusivismo@liguria.aifi.net, a cui inviare le segnalazioni di presunti abusi di professione fisioterapica, sempre compilando l’apposito modulo, scaricabile al seguente link.

abusivismo in fisioterapia il manifesto

 

Campagna pubblicitaria Aifi Liguria contro l’Abusivismo in Fisioterapia dal 06 aprile 2010 per tre settimane su bus cittadini in provincia di Genova

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